Villa Casati Stampa di Soncino, attualmente sede del comune di Muggiò, vide la sua nascita nel XVI secolo. Concepita come residenza della famiglia milanese dei Casati, allontanatasi per motivi politici dalla città di Milano, la villa, nella sua struttura originale, ospitò diverse personalità della nobiltà milanese tra cui il cardinale e arcivescovo Carlo Borromeo e suo cugino Federico.
L’attuale edificio venne concepito per volontà del conte Agostino Casati (1739-1820) che, dopo un viaggio a Vienna e con l’intenzione di imitare la struttura delle ville di delizia, affidò l’incarico all’architetto austriaco Leopoldo Pollack (1751-1806). Rappresentante del Neoclassicismo lombardo, allievo del Piermarini e già noto per la realizzazione della Villa Reale di Milano, Pollack disegnò, presumibilmente entro l’ultimo anno della sua permanenza in Italia nel 1796, un edificio caratterizzato dai tipici elementi di stile neoclassico, conservando della pianta originale solo l’ala antistante, che rimane testimonianza della Villa cinquecentesca. Introdotto da un imponenete arco di ingresso, il corpo centrale dell’edificio settecentesco presenta un ampio portico frontale, costituito da sei colonne lisce con capitelli ionici e trabeazione, sovrastato, oltre che da una fila di finestre, da un timpano classico. Alla struttura centrale si innestano, andando a costituire una pianta a “U”, le due ali laterali simmetriche, secondo canoni neoclassici di ispirazione palladiana.
Caratterizzato da uno stile fortemente programmatico e razionale, l’edificio mostra componeneti di chiaro richiamo classicista. A queste sono accostati elementi di ispirazione più barocca visibili, nella ripetizione sui quattro livelli di sviluppo della costruzione, nella forma ellittica delle sale centrali, con volta a cupola, e nei preziosi pavimenti di seminato veneziano in pietre policrome che presentano un disegno con greca perimetrale e decorazione centrale.
L’ultimo livello del costruito culmina con una torretta, adibita probabilmente alla funzione di osservatorio astronomico e giardino d’inverno, poggiante su otto colonne con capitello dorico realizzate in pietra arenaria, tipologia di materiale povero, molto friabile e sensibile ai cambiamenti atmosferici
Dalla Torretta è possibile ammirare, in tutto il suo splendore, il parco. Occupante un’area di circa 10.000 mq, concepito su disegno del Pollack, riprende la classica tipologia paesaggistica o all’inglese, definita da quelle linee che riproducono andamenti curvilinei e naturali, introdotte pochi anni prima in Italia da Ercole Silva.
La Villa, il cui impianto è definito da una forte attenzione alla funzionalità, in seguito all’estinzione del ramo della famiglia Casati di Muggiò, dopo l’acquisto da parte del Comune, venne adibita a Biblioteca Civica e poi a sede municipale, in seguito al restauro del 1982.

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